Accueil   | Espace utilisateurs  | Produits & tarifs  | Qui sommes nous  | Support technique  | Contacts  | Chariot  

logiciels:
GeoRock 3D
Trispace
Liquiter
Static probing
DownHole
Paratie
MP
Edifici CA
Scatolari
Fondazioni in CA
Sezioni in CA
Rock Mechanics
Rock Plane
Pocket PC
GeoStru Utility
 

  Fondazioni in CA   
 
 
 Fondazioni in CA un software completo che consente di calcolare qualsiasi struttura di fondazione: Plinti superficiali, Plinti su pali anche con bicchiere, Pali e micropali anche inclinati comunque disposti, Platee semplici o nervate su suolo elastico (lineare e non lineare) alla Winkler, Travi continue su suolo elastico (lineare e non lineare) alla Winkler, Piastre semplici o nervate in elevazione su appoggi fissi o elastici, Palificate ecc.
Pali e micropali anche inclinati comunque disposti
Travi continue in elevazione.
Graticci piani di travi su suolo elastico (lineare e non lineare).
Graticci piani di travi in elevazione.
Platee semplici o nervate su suolo elastico (lineare e non lineare) alla Winkler
Piastre semplici o nervate in elevazione su appoggi fissi o elastici.
Plinti superficiali su suolo elastico alla Winkler (lineare e non lineare).
Plinti su pali.
Graticci di travi su pali.
Platee semplici o nervate su pali.
Travi continue su suolo elastico (lineare e non lineare) alla Winkler

Fondazioni in CA

Key features   Documention   Video   Demo   |  Manual


Price of list € 480,00 
OFFER : 384 €   - Discount of 20% -  Valid until: 12/01/2009
Save: 480 - 384 = 96 €
Purchase now 
 
 
Modello terreno non lineare
Modello iperbolico
Modello parabolico
Modello Elasto-Plastico

Stima di Kw
Terreno coerente
Modello iperbolico (Carter)
Modello parabolico (Matlock)
Modello elasto-plastico
Calcolo lineare (stati limite di esercizio e metodo T.A.)

Terreno incoerente
Calcolo non lineare: modello iperbolico (Carter)
Calcolo non lineare: modello elasto-plastico
Calcolo lineare (stati limite di esercizio e metodo T.A.)

Calcolo dei momenti cinematici
Calcolo approssimato momento flettente cinematico in terreno a due strati (Gazetas 1997). Il momento cos calcolato va sommato a quello presente nel palo sia nel tratto a cavallo dell'interfaccia tra i due strati sia nel tratto all'attacco con la testata. (Vedi formula nel manuale in linea)

La risoluzione della struttura avviene mediante discretizzazione automatica di tutti gli elementi resistenti sulla base di una prefissata dimensione media della mesh.
Le travi possono essere a sezione costante o con dimensioni trasversali linearmente variabili.
E’ inoltre possibile assegnare offset rigidi ai nodi di estremità delle travi per tenere conto di eventuali eccentricità rispetto ai nodi e/o per modellare i tratti delle travi e delle piastre che ricadono all’interno dei pilastri.
Per comportamento non lineare del terreno si intende quello per cui si ammette la reazione del terreno solo se diretta verso l’alto.

L’interazione palo-terreno può essere modellata sia considerando il terreno come un mezzo elastico continuo ed omogeneo (Poulos-Randolph), sia come un mezzo alla Winkler con molle lineari o non lineari con la possibilità di scelta tra pi legami costitutivi (curve p-y iperboliche, paraboliche, elasto-plastiche etc) da assegnare a terreni stratificati.

Opzionalmente possono essere calcolati automaticamente gli effetti dell’interazione per i pali in gruppo sia in riferimento ai carichi assiali sia a quelli trasversali (per questi ultimi la nuova normativa sismica ne prescrive esplicitamente la valutazione).
La verifica del conglomerato e delle armature delle sezioni delle travi, delle piastre e dei pali può essere svolto sia col metodo delle tensioni ammissibili che con quello degli stati limite.
Per i plinti superficiali e le travi continue (anche appartenenti a graticci) prevista, inoltre, la progettazione delle armature con possibilit di modifiche interattive da parte dell’utente e la creazione di file in formato DXF per consentire l’importazione dei grafici generati dal programma in qualunque programma CAD.

Travi continue
Possono essere generate come modello predefinito autonomo o come serie consecutiva di travi all’interno di un graticcio di travi.
Le singole campate possono essere costituite sia come travi in elevazione che come travi su suolo elastico alla Winkler.
Il suolo viene modellato a mezzo di molle elastiche concentrate applicate in corrispondenza dei nodi di discretizzazione delle travi. Il valore della rigidezza elastica delle molle che schematizzano il terreno può variare linearmente lungo la trave. E’ inoltre presente un’opzione che consente, avviando una modalità di calcolo iterativo non lineare, di non considerare la reazione di tali molle quando essa diretta verso il basso (caso di fondazione che si solleva in qualche punto rispetto al terreno).
Gli appoggi della trave possono anche essere costituiti da pali di fondazione (le cui caratteristiche geometriche e geotecniche vanno definite in appositi moduli del programma) che vengono considerati collegati alla trave con vincolo di continuità alla traslazione ed alla rotazione.
Ognuna delle travi può avere forma rettangolare a T, doppio T ad L, a doppio T con ali diseguali, circolare e generica. Le dimensioni della sezione possono variare linearmente tra i due nodi di estremità della trave stessa. Sia l’eccentricità dell’asse delle travi rispetto ai nodi di estremità che i tratti delle travi che ricadono all’interno delle sezioni dei pilastri possono essere modellati mediante la definizione automatica o numerica di conci rigidi (offset).
Sono ammessi carichi distribuiti costanti e linearmente variabili. Ad ogni trave può essere assegnato un valore costante dello sforzo normale (utile ad esempio per il calcolo delle travi di collegamento in zona sismica). Qualsiasi nodo può essere vincolato o caricato secondo la direzione traslatoria verticale e quelle rotatorie intorno agli assi X ed Y del riferimento generale in pianta.
Possono essere definite 9 condizioni di carico e 9 combinazioni di carico mediante i relativi fattori di combinazione. Le combinazioni possono essere di resistenza o di esercizio.

PALI E MICROPALI DI FONDAZIONE
Pali in c.a. e micropali in c.a. o in tubolare d’acciaio possono essere calcolati sia isolatamente che in gruppo collegati con vincolo di continuità o di cerniera sferica a qualsivoglia graticcio di travi, piastra o plinto rettangolare predefinito. L’asse longitudinale dei singoli pali può essere inclinato a piacere rispetto alla verticale. Lo spessore di solito non trascurabile della testata di collegamento del palo può essere modellato automaticamente dal programma mediante un concio rigido che collega la sezione di attacco del palo alla testata con il nodo di riferimento del palo posto di norma sull’estradosso della testata. A partire da un comportamento elastico lineare del palo il programma prevede la scelta tra pi modelli di interazione palo-terreno di tipo lineare e non lineare:

terreno modellato come un mezzo omogeneo continuo a comportamento elastico lineare con soluzione dell’equazione integro-differenziale di Midlin approssimata mediante lo studio parametrico di M.F. Randolph;
terreno schematizzato come molle alla Winkler lineari o non lineari agenti trasversalmente ed assialmente all’asse del palo le cui reazioni vengono applicate ai nodi di discretizzazione ad elementi finiti delle aste in cui viene suddiviso il palo.

La schematizzazione mediante molle non lineari consente di cogliere meglio sia il comportamento spiccatamente non lineare dell’interazione (la nuova normativa sismica richiede esplicitamente tale tipo di analisi), sia la variabilità delle caratteristiche del terreno con la profondità (terreno stratificato).

Nel programma sono implementate curve di interazione p-y (per deformazioni trasversali) di tipo iperbolico, parabolico (Matlock) ed elasto-plastico. Per le deformazioni assiali sono previste curve non lineari di tipo t-z valide lungo il fusto e curve q-b relative al comportamento in corrispondenza della punta del palo.

Per i pali in c.a. vengono progettate e rappresentate graficamente le armature longitudinali e trasversali sulla base di un apposito elenco di opzioni.

La presenza dei pali attiva nella struttura i tre gradi di libertà corrispondenti agli spostamenti di corpo rigido dell’impalcato di fondazione (due componenti di spostamento secondo gli assi X, Y del riferimento ed una rotazione intorno all’asse verticale).

Il programma considera i pali collegati con vincolo di continuità alle travi ed ai campi in corrispondenza dei nodi, per cui, lo schema complessivo di calcolo sempre quello di un telaio tridimensionale ad un piano a nodi spostabili in cui i ritti (anche inclinati rispetto alla verticale) sono costituiti dai pali e l’orizzontamento da travi e campi di piastra privi di deformazione assiale (testata sempre rigida nel proprio piano). Come conseguenza la risultante orizzontale (insieme a tutti gli altri carichi assegnati) applicata al telaio risulta ripartita tra i pali assegnati sia in funzione delle rispettive rigidezze alla traslazione orizzontale dei pali che delle rigidezze delle travi e dei campi collegate ad i pali.

Graticci di travi
Sono costituiti da un generico insieme di travi comunque disposte nel piano dell’impalcato. Le travi possono essere modellate sia come travi in elevazione che come travi su suolo elastico alla Winkler. Le caratteristiche delle sezioni delle travi e dei carichi ad esse applicati sono quelle illustrate per le travi continue. L’eventuale eccentricità dell’asse delle travi rispetto ai due nodi di estremità può essere modellata mediante conci rigidi (offsets dei nodi). I nodi di intersezione delle travi possono essere sedi di vincoli fissi o elastici o di carichi concentrati (carico verticale e coppie nelle due direzioni X,Y del riferimento). Nel calcolo viene anche considerata la rigidezza a torsione sia della sezione della trave (eventualmente ridotta mediante un apposito fattore di efficienza a scelta dell’utente) che quella prodotta dalla reazione elastica del terreno in direzione trasversale all’asse della trave.
Le uscite del programma comprendono i grafici della deformata, dei diagrammi degli sforzi (flettenti, torcenti, taglianti) ed il calcolo delle armature in tutte le sezioni di discretizzazione delle travi.
Se si definiscono travate continue all’interno del graticcio esse vengono armate a flessione, taglio e torsione con le stesse modalità esposte nella descrizione delle travi continue.
Le modifiche apportate (mediante l’editor numerico o nella finestra delle opzioni) alle armature longitudinali possono essere oggetto di nuova verifica.

PLATEE DI FONDAZIONE E PIASTRE IN ELEVAZIONE
Il programma schematizza una platea di fondazione (o una piastra in elevazione) di forma generica a partire da un opportuna suddivisione della sua superficie in campi rettangolari e triangolari che, nella successiva fase di calcolo, vengono automaticamente discretizzati in aste tali da formare un unico graticcio ortotropo nei cui nodi vengono valutati gli sforzi di piastra e le armature a maglie ortogonali supposte orientate nella stessa direzione del graticcio.
Nel caso di platea il terreno viene schematizzato mediante molle verticali indipendenti (comportamento alla Winkler) applicate, in maniera automatica, nei nodi del graticcio equivalente in base alla rigidezza calcolata a partire dalla rispettiva area di influenza e dal valore assegnato della costante di sottofondo.
Nei vertici dei campi di piastra possono essere inseriti vincoli fissi ed elastici o applicati carichi concentrati.
Lungo i lati dei campi possono essere assegnati vincoli fissi, carichi e coppie distribuite con intensità costante o linearmente variabile.
In ognuno dei lati dei campi (anche appartenente a due campi contigui) può essere inserita una trave che viene, in tal caso, resa continua con la platea o la piastra negli stessi nodi in cui viene discretizzato il lato dei campi in cui inserita. Ci consente la modellazione ed il calcolo di platee nervate di fondazione o di piastre nervate (cassettonati) in elevazione.
La geometria dei campi di piastra possono essere assegnati singolarmente o a gruppi a partire da appositi modelli predefiniti (griglia di campi rettangolari, piastra triangolare, circolare, anulare, ecc.) come quelli di seguito illustrati.

Plinti superficiali
Sono previsti a pianta rettangolare e sezione costante ed indeformabile. L’interazione col terreno modellata secondo il consueto schema alla Winkler mediante l’assegnazione ad ogni tipologia di plinto di una opportuna costante di sottofondo. I plinti vanno riferiti ai nodi del generico schema planimetrico che, in questo caso, rappresentano i baricentri dei pilastri da caratterizzare mediante la loro sezione ed i carichi concentrati (carico verticale, coppie e tagli nelle due direzioni X,Y del riferimento) che essi trasmettono sull’estradosso del plinto.

Nel caso in cui il terreno risulti reagente a trazione (plinto sollevato in parte rispetto al terreno) si pu eseguire un calcolo iterativo non lineare che considera reagente la sola impronta compressa dei plinti.

I plinti assegnati possono essere isolati o collegati tra loro mediante travi (su suolo elastico o meno) vincolate agli stessi nodi cui sono riferiti i plinti. In quest’ultimo caso le pressioni esercitate dai plinti sul terreno non dipendono solo dai carichi direttamente applicati ai plinti ma anche dalle rigidezze degli altri plinti e delle travi di collegamento assegnate.

Le armature dei plinti nelle due direzioni vengono calcolate sulla base degli sforzi flettenti e di taglio trasmessi dal prisma delle reazioni del terreno; tali sforzi vengono valutati nelle sezioni dei plinti a filo dei pilastri.

Ad ognuno dei plinti può essere, inoltre, assegnato un bicchiere per l’alloggiamento di pilastri prefabbricati a sezione rettangolare.

Graticci su pali
I graticci di fondazione su pali si differenziano da quelli superficiali su terreno alla Winkler per la circostanza che per le travi va esclusa la reazione del terreno per espressa disposizione normativa (tutti i carichi orizzontali e verticali trasmessi alla fondazione vanno affidati ai soli pali). I pali possono vanno assegnati in corrispondenza dei nodi di estremità delle travi. I pali sono considerati sempre centrati nel nodo di appartenenza a differenza delle travi che possono essere eccentriche rispetto ai due nodi di estremità.
Se si definiscono travate continue all’interno del graticcio esse vengono armate a flessione, taglio e torsione con le stesse modalità esposte nella descrizione delle travi continue. Le modifiche apportate (mediante l’editor numerico o nella finestra delle opzioni) alle armature longitudinali possono essere oggetto di nuova verifica.

Platee su pali
Le platee di fondazione su pali si differenziano da quelle superficiali su terreno alla Winkler per la circostanza che per i campi di piastra va esclusa la reazione del terreno per espressa disposizione normativa (tutti i carichi orizzontali e verticali agenti sulla fondazione vanno affidati ai soli pali). I pali possono essere assegnati solo in corrispondenza dei nodi posti nei vertici dei campi di piastra; la suddivisione della platea in campi va, pertanto, effettuata sulla base della voluta disposizione dei pali. Possono inoltre essere previste nervature di irrigidimento lungo i lati dei campi assegnando travi di norma rettangolari che vengono considerate congruenti con i campi adiacenti al lato in cui esse siano inserite. La ripartizione delle azioni orizzontali e verticali agenti sulla platea viene effettuata tenendo conto delle rigidezze dei pali e della platea. E’ possibile effettuare una stima dei cedimenti della palificata mettendo in conto gli effetti dell’interazione tra i pali per forze verticali e/o per forze orizzontali.

Plinti su pali
Per i plinti rettangolari su 4, 5, 6, 8 e 9 pali di uso corrente prevista la generazione automatica di un apposito modello predefinito che consente sia il calcolo che la rappresentazione grafica della geometria e delle armature progettate per il plinto, i pali e per l’eventuale bicchiere in c.a. destinato all’alloggiamento del pilastro prefabbricato. Il modello predefinito costituito da un graticcio elastico equivalente di 12 travi che collegano con vincolo di continuità il pilastro ai pali. Non vengono, cioè, utilizzate nel programma le schematizzazioni semplificate dei plinti ‘alti’ su pali costituite da puntoni inclinati e tiranti, ampiamente assunti in letteratura ed in molti programmi di calcolo. Tali schemi sono accettabili solo quando il plinto soggetto ad un solo carico verticale trasmesso da un pilastro centrato rispetto ai pali: in presenza di forti coppie trasmesse dal pilastro al plinto (calcolo sismico) o nel caso di pilastri eccentrici o con sezione allungata (setti e pareti di taglio) i tralicci ideali resistenti andrebbero ridefiniti secondo schemi variabili a seconda della direzione della coppia applicata , della geometria del pilastro e del plinto, rendendo incerti o non pi ‘semplificati’ i suddetti schemi di calcolo reticolare.

Si assunto pertanto (sia per i plinti ‘alti’ che per quelli meno rigidi) il suddetto schema semplificato di tipo flessionale che tiene conto, sia pure in maniera approssimata, della deformabilità a taglio e flessione del plinto, delle dimensioni effettive del pilastro e del vincolo di continuità con i pali. In tale schema, sotto illustrato con riferimento ad un plinto su 4 pali, le sollecitazioni e le armature (per flessione e taglio) vanno determinate nelle sezioni delle travi poste a filo del pilastro e dei pali grazie all’automatica introduzione di conci rigidi nei tratti di trave ricadenti all’interno delle sezioni del pilastro e dei pali. Questo tipo di modellazione può essere facilmente esteso a qualsiasi tipologia di plinto su pali che si voglia definire.

E’ possibile effettuare una stima dei cedimenti del plinto mettendo in conto gli effetti dell’interazione tra i pali per forze verticali e/o per forze orizzontali.


Programmi di utilità integrati

Fondazioni superficiali
Calcolo della pressione ammissibile del terreno, supposto omogeneo, per plinti e travi rovesce mediante l’uso delle formule trinomie di Terzaghi, Meyerhof, Hansen. Pu essere assegnata la profondità della falda. Viene altresì valutato il coefficiente di sottofondo di Winkler mediante la correlazione di Bowles.

Fondazioni profonde
Calcolo del carico verticale ammissibile del palo singolo trivellato mediante l’impiego di formule statiche. I parametri geotecnici si riferiscono all’ipotesi di terreno omogeneo. E’ possibile assegnare la profondità della falda.

Calcolo bicchiere
Il bicchiere ed il pilastro sono considerati nel calcolo a superficie liscia. Fissare un interspazio di 45 cm tra pilastro e bicchiere. In presenza di apprezzabili momenti flettenti (zona sismica) l'altezza del pozzetto opportuno che sia pari ad almeno 2 volte la massima dimensione del pilastro. Lo spessore minimo del bicchiere, se non prefabbricato, di 1215 cm ma va incrementato in funzione delle sollecitazioni assegnate.
Gli sforzi da assegnare sono quelli di progetto allo Stato limite ultimo. Se si opera alle Tensioni Ammissibili si possono moltiplicare tutti gli sforzi per 1,5 per riportarsi al calcolo precedente. I momenti Mx ed My sono coppie applicate in senso antiorario positivo ai rispettivi assi X ed Y di figura. I tagli Vx e Vy sono baricentrici e positivi se concordi con il verso dei rispettivi assi X ed Y di figura. Se Vx e My hanno segno concorde le rispettive azioni sulle pareti si sommano tra loro. Se Vy e Mx hanno segno discorde le rispettive azioni sulle pareti si sommano tra loro. Il calcolo eseguito secondo le norme CNR 10025/98.




    © GeoStru 2008                                                       Accueil   | Espace utilisateurs  | Produits & tarifs  | About us  | Support technique  | Contacts  | Newsletter